Fiducia, dialogo, obiettivo.

Oggi voglio esporvi le diverse problematiche che hanno spinto alcuni dei miei pazienti a contattarmi: persone di età, costituzione e aspettativa diverse, tutte accomunate dall'amore per il cibo e, soprattutto, dalla convinzione che per dieta si intenda " paura, panico e disumano sacrificio".

 

In molti mi hanno osservata terrorizzati e privi di qualsivoglia forma di fiducia: nei loro occhi leggo perplessità ed errata percezione del mio ruolo e ad ogni mio sorriso la curiosità di capire il perché della serafica gaiezza che mi pervade. Ogni mia domanda sembra suscitare " non ho ancora iniziato e sto già patendo la fame" e io, noncurante delle parole taciute, preferisco pensare alla felice soddisfazione che alla visita di controllo saprà pervadere di sorrisi anche loro.

La prima paziente, che ricordo per tanti e ovvi motivi, fu mia sorella in attesa della mia prima nipotina:

una bomba ad orologeria pronta ad inveirmi contro perché da fisico longilineo quale era (anzi È e mi preme specificarlo con un pizzico di orgoglio) per la prima volta si trovava a pagare il conto (minimo, rispetto alla grandezza della meraviglia che ora le è a fianco) delle conseguenze gravidiche: i Kg di troppo!

Io ero ancora in formazione, lei al quarto mese di gestazione, impaurita e fragile, ma con piccoli accorgimenti e nessuna rinuncia è riuscita a rasserenarsi, mantenere il peso fino agli ultimi mesi in cui naturalmente è ingrassata per il bene della piccola, e recuperare il peso forma subito dopo il parto. Ha vissuto la gravidanza come il più bel dono che la vita possa riservare ad una donna, mantenendo però anche un aspetto fisico piacevole, per gli altri ma soprattutto per se stessa.

La seconda paziente, invece, ha deciso di rivolgersi a me per una delle più ricorrenti alterazioni ematiche: l'ipercolesterolemia. Non era in sovrappeso, ma consapevole di mangiare tanto e male. Implorava una dieta priva di grassi e ricca di stravizi, cosa che, per quanto mi impegni a rispettare le abitudini di chiunque chieda il mio aiuto, non potevo garantire. Il suo percorso fu breve, ma efficace, e nel giro di pochi mesi con le opportune modifiche, riuscì a ripristinare il quadro ematico e mantenere il regime alimentare che avevo elaborato per lei.

Sono diverse le pazienti che ho avuto il piacere di seguire così come diversi sono i problemi che le hanno spinte a contattarmi. A loro dico sempre che per star bene mangiando non occorrono restrizioni ne rinunce, basta nutrirsi con consapevolezza e far del cibo la cura. A tal proposito mi sovviene una ragazza, che è ancora oggi nel pieno del suo percorso: giovane mamma da sempre in lotta con il sovrappeso, ostile alla natura ed ai suoi frutti. È stato (È, e anche stavolta lo ribadisco con un pizzico di orgoglio) un approccio difficile; non mi piace oppormi alle richieste dei pazienti, ne imporre il mio operato, ma non posso sottrarmi al dovere di rendere chiari tutti i motivi che mi spingono a prendere una strada ed evitare la scorciatoia. Dopo una lunga chiacchierata nonché 'spiegazione dei tanti perché' ha deciso di seguire i miei consigli e ad oggi, sebbene non abbia ancora raggiunto il traguardo, non posso che gioire dei suoi grandi progressi e della tenacia con cui sta intraprendendo questo percorso. La mission non è combattere i kg, ma abbattere le malsane abitudini perché essere in salute va ben oltre il raggiungimento o il mantenimento di una silhouette da calendario.

Io credo nel mio lavoro e in chi si impegna a volersi bene.

Un professore con il quale ebbi il piacere di lavorare mi disse:" Cristina, percorri la tua strada verso la felicità. Non importa se è difficile e in salita. È comunque la tua strada"

Io aggiungo "ed è sempre percorribile".

Ci provo ogni giorno.. E se vorrete il mio aiuto vi tendo la mano.